La malattia sul lavoro.

Ultimamente si sta facendo un gran parlare della voglia (poca) dei giovani di voler lavorare. C’è chi incolpa i giovani direttamente, chi invece li accusa di essere dipendenti dal reddito di cittadinanza che li autorizza ad accontentarsi di un guadagno nettamente facile piuttosto che a qualcosa che devi “sudarti”.

Giusto o sbagliato chissà. Io personalmente ho iniziato a lavorare relativamente presto, per i primi sei mesi senza percepire nessun guadagno e senza mai chiederlo. Diciamo quindi che sono un po’ di parte con coloro che dicono che a volte per farsi le ossa c’è bisogno di tanti sacrifici…. Ma forse eravamo una generazione diversa.

La cosa che invece mi è rimasta dentro e che invece non riesce a uscire fuori è che lavorare per imprenditori che hanno aziende a controllo diretto ha creato un rapporto di sudditanza psicologica nei confronti del “capo” così forte da sentirmi in colpa se mi ammalo.

Non parlo di malattie debilitanti per carità, per fortuna quello non mi è ancora successo, ma parlo della classica influenza che ti puoi beccare banalmente per colpa di un semplice colpo di freddo preso a causa dell’aria condizionata.

Quando poi questo accade a cavallo del fine mese, ti senti ancora più in colpa… Perché il senso di responsabilità che ti senti cucito addosso ti schiaccia a terra, privandoti del sonno ed anche di quella a volte piacevole sensazione, di stare a casa.

E’ giusto sentirsi in colpa se becchi l’influenza due volte in mese? E’ una cosa che mi fa andare di matto, e cosa ancora più grave è il sentirsi in colpa senza che nessuno lo faccia notare per davvero.

Qualcuno direbbe che è “solo dentro di te” questo pensiero, ma tu sai che una piccola percentuale di verità c’è nel tuo ragionamento, perchè è così… E nessuno ti farà cambiare idea, anche se sai che è completamente sbagliato.

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