Il prima e il dopo.

Papà si è ammalato di tumore al colon, o come amano scrivere i medici k/colon circa tre anni fa. Lo ha scoperto con una colonscopia e a luglio 2019 ha subito il suo primo intervento, lì è iniziata questa nuova, triste avventura nel mondo della medicina oncologica .

Il primo intervento relativo a questa nuova esperienza, perchè precedentemente la storia clinica di mio padre è talmente lunga che potremmo tranquillamente pubblicarla a fascicoli e farla uscire in edicola…

Mio padre è sempre stato una “capa tosta”, cosa documentata negli anni da tutti quelli che hanno avuto la fortuna o la sfortuna di conoscerlo. Testardaggine, cocciutaggine e altri termini più coloriti descrivono perfettamente il carattere di mio padre e, per sfortuna di mia moglie, anche il mio…. Nel mio caso poi metteteci anche un pizzico di astrologia… visto che sono nato capricorno…

Nel suo essere cocciuto e, complice un retaggio antico e ormai non modificabile che prevede che le malattie non vengano discusse ampiamente in famiglia, (o almeno nella mia) le scelte cliniche di mio padre in materia sono state dettate da una gestione pressoché autoritaria, scellerata e priva di aiuti esterni. Ha scelto da solo la struttura dove operarsi, il chirurgo che lo doveva operare e anche quale ospedale dovesse somministragli il primo ciclo di chemio. Ho più volte cercato all’inizio della malattia di cercare pareri diversi, ospedali e cliniche più blasonate o magari medici più esperti per gestire questa cosa, ma niente… Ja fa cap’è mur!

E cap’e mur è stato in questi lunghi anni di malattia, durante i quali non c’è stato per lo più verso di accompagnarlo a: chemio, visite, tac, pet e tutti i numerosi acronimi medici che ci hanno accompagnato nella nostra vita di familiari di malato e nella sua condizione di malato oncologico in Italia e a Napoli. Guardandomi indietro a 48 ore circa dalla scomparsa di papà, sono sicuro di aver fatto tanti, troppi errori nella gestione della sua malattia.. Tanti miei e tanti venuti su per degli schemi familiari che me l’hanno permesso, ma sempre e comunque errori sono stati…

C’è però una cosa che credo di poter dire con serenità: ero in parte preparato. Non agli ultimi 5 minuti di vita terrena e nemmeno agli ultimi 5 giorni perchè per quanto lucido possa essere, per quanto razionale possa essere stato, questi sono stati davvero di merda….. Ma in parte preparato a gestire un po’ la cosa, e per lo meno l’assenza nel periodo iniziale del distacco. Verrà sicuramente, e sono consapevole che sarà così, il momento del dolore fisico, della sensazione di vuoto familiare che si è creato… Della consapevolezza dell’assenza della figura paterna che per 43 anni circa mi ha accompagnato in tante scelte, in tante decisioni, offrendomi il suo supporto discreto, a volte economico.. Ma senza dirlo direttamente… Perché mio padre non parlava direttamente con me… Ma dava incarico a mia madre, portavoce nel bene e nel male, delle sue decisioni… ‘rincell a tuo figlio (tuo – non nostro) era credo, il suo intercalare preferito quando doveva farci pervenire qualche comunicazione…. Lui che, una cosa anche se perfettamente ascoltata, se non dettagli direttamente “in faccia a quattr’occhi” non la sapeva…..

E quindi dopo aver trascorso pochi giorni di vacanza in Sicilia, con la mente ed il cuore a Napoli, dopo un ritorno di corsa a casa per trascorrere con lui gli ultimi giorni , eccomi a lasciar scritte queste poche righe, a testimonianza futura che per me, gran parte delle lacrime per papà sono state già versate in questi tre anni..

E forse anche nelle lunghe notti trascorse accanto a lui, nei vari ospedali della nostra città, quando il lungo libro delle sue esperienze cliniche aumentava di pagina in pagina, di interventi assurdi, di “vite acchiappate per i capelli” da medici a cui, oggi posso dire che senza di loro, papà non avrebbe visto tante cose, dal matrimonio di mia sorella Imma, al mio matrimonio. Da Sofia sua nipote ai 50 anni di matrimonio festeggiati appena due mesi fa… La vita quindi, per adesso andrà avanti… per me dall’11 agosto ci sarà un nuovo modo di esprimermi quando dovrò datare un avvenimento…

“E’ successo prima che papà finisse” oppure “quando sono venuto qui, papà era ancora vivo”…ma per quanto mi riguarda è finita solo la sua camminata terrena, perchè tutto quello che a modo suo mi ha insegnato, con i suoi silenzi, le sue occhiate, le sue assenze…. resteranno sempre e per sempre dentro di me, come dei semi lasciati cadere nel terreno, pronti a germogliare…..

Ti saluto, ciao Pà. (E. Ramazzotti)

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